I
10 PUNTI ESSENZIALI del TAI CHI CHUAN
Trasmessi oralmente da Yang Cheng Fu a Cheng Wei Ming. Tradotti
dal cinese in inglese da Yang Jun e Jerry Karin, in italiano da Claudio
Mingarini. Yang Cheng Fu diceva che soltanto attraverso la comprensione e la pratica consapevole dei 10 principi si può sondare la meravigliosa profondità del Tai Chi Chuan e circa 70 anni dopo, suo figlio Yang Zhen Duo, è ancora molto attento nel presentarli in modo chiaro e dettagliato prima di iniziare l’insegnamento dei movimenti del Tai Chi Chuan nei suoi seminari. I 10 punti essenziali del Tai Chi Chuan:
“Spingere verso l’alto l’energia (o con energia)”
significa che la posizione della testa è allineata ed eretta e
lo spirito si infonde fino alla sommità.
La frase “trattenere il torace all’interno” significa
che il petto (o il torace) deve essere rilassato e leggermente richiamato
all’interno favorendo la discesa del chi o energia vitale nel basso
campo del cinabro (dan tian). Il petto non si deve espandere (o gonfiare)
altrimenti il chi si blocca nella regione del torace rendendo pesante
la parte superiore del corpo e leggera quella inferiore. Questa causerà
facilmente una
La vita è la guida (il comandante) di tutto il corpo. Soltanto
dopo avere imparato a rilassare la vita le gambe avranno forza e la parte
inferiore del corpo sarà stabile.
Nell’arte del Tai Chi Chuan distinguere il pieno
dal vuoto è la prima regola. Se il peso dell’intero corpo
è sulla gamba destra questa è considerata “piena”
e la gamba sinistra “vuota”. Se il peso dell’intero
corpo è sulla gamba sinistra, allora questa è considerata
“piena e la gamba destra “vuota”.
Abbassare le spalle significa essere in grado di rilassarle,
aprirle e lasciarle cadere naturalmente verso il basso. Se voi non siete
in grado di tenerle rilassate verso il basso queste si alzeranno comportando
una risalita del chi verso l’alto causando una mancanza (insufficienza)
di forza nell’intero corpo.
Nei classici del taiji si dice che, “è
completamente una questione di uso dell’intenzione e non della forza”.
Nei classici del taiji sincronizzare la parte superiore e inferiore del corpo è espressa come: “Con le radici nei piedi, l’energia è rilasciata dalle gambe, governata dalla vita ed espressa nelle mani e nelle dita – dai piedi alle gambe al bacino – uniti da un unico impulso o flusso vitale”. **** Quando le mani si muovono, le gambe e il bacino si muovono e lo sguardo attento si muove insieme a loro. Soltanto allora possiamo dire che la parte superiore e inferiore del corpo sono sincronizzate. Se una parte non si muove non è quindi coordinata con il resto.
La nostra pratica nel taiji è basata sullo spirito, da qui il detto “Lo spirito è il comandante generale e il corpo sono le sue truppe”. Se voi coltivate il vostro spirito i vostri movimenti saranno naturalmente chiari, agili e leggeri, la forma niente altro che piena e vuota, aperta e chiusa. Quando diciamo “aperto”, non intendiamo aprire solamente le braccia o le gambe; l’intenzione mentale si deve aprire insieme agli arti. Quando diciamo “chiuso”, non intendiamo chiudere soltanto le braccia e le gambe; l’intenzione mentale si deve chiudere insieme agli arti. Se riuscite a combinare e armonizzare l’interno e l’esterno in un unico impulso o flusso di chi ****, questi diventeranno un tutto unico.
La forza nelle arti marziali esterne è un tipo di forza bruta, acquisita, che ha quindi un inizio e una fine, un momento in cui è continua e un momento in cui si interrompe, in modo che quando la vecchia forza è stata esaurita a la nuova non è ancora sorta, c’è un momento in cui è estremamente facile per la persona essere controllati da un opponente. Nel taiji noi usiamo l’intenzione invece della forza e dall’inizio alla fine in modo armonioso, incessante e continuo completiamo un ciclo e torniamo all’inizio continuamente senza fine. Questo è quello che si intende nei classici nel concetto “Come il fluire senza fine dello Yangtse o del Fiume Giallo”. E ancora: “Muovere l’energia è come srotolare la seta dal bozzolo”. Entrambi gli esempi esprimono il principio di unificazione in un solo chi o unico impulso.****
I praticanti di arti marziali esterne considerano
i salti e gli stop come qualità e abilità, e lo praticano
fino all’esaurimento del respiro (chi) e della forza e dopo la pratica
rimangono invariabilmente a corto di fiato. Nel taiji noi usiamo la calma
nel dirigere il movimento, e anche mentre ci muoviamo, rimaniamo calmi
e tranquilli.
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Questa frase composta da quattro caratteri è probabilmente la più
difficile da ** Nel pensiero cinese la vita tende ad essere considerata come lo spazio contenuto tra due vertebre piuttosto che una fascia circolare nella parte centrale del corpo. ***
E’ pensiero comune che le arti marziali esterne come lo Shaolin
usano l’energia da diverse parti o sezioni del corpo, contrariamente
al concetto di energia “dell’intero corpo” del Tai Chi **** Letteralmente
“Un solo chi”. Questo può anche essere tradotto “un
soffio, un respiro”. |